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I nostri approcci

Spazio Enea riunisce professionisti con formazioni eterogenee proprio per poter offrire un'ampia gamma di interventi. Ogni approccio terapeutico può essere considerato come una diversa lente attraverso cui osservare e comprendere la complessità dell'esperienza umana. Ciascuna prospettiva offre degli strumenti specifici - una vera e propria “cassetta degli attrezzi” - per raggiungere i propri obiettivi e affrontare la sofferenza o le sfide della vita quotidianaQui trovi una breve presentazione dei vari approcci, per aiutarti a scegliere quello più adatto a te.

approcci

L'APPROCCIO ANALITICO TRANSAZIONALE

ERIC BERNE

"Ciascun individuo è stato bambino, un tempo, e si porta dentro residui degli anni passati che in certe circostanze si attivano. O semplicemente: tutti si portano un bambino (o una bambina) dentro".
L'Analisi Transazionale, sviluppata da Eric Berne, è un approccio psicologico che si concentra sulle interazioni/relazioni umane (transazioni) e sugli stati dell'Io che le influenzano. Berne ha identificato tre stati dell'Io principali, che sono presenti in ognuno di noi e che influenzano i nostri pensieri, sentimenti e comportamenti: Genitore, Adulto e Bambino, L'obiettivo dell'Analisi Transazionale è aiutare le persone a diventare consapevoli di questi stati e del modo in cui agiscono nella relazione con noi stessi e con gli altri, al fine di migliorare la comunicazione, verbale ed emotiva, e il benessere personale. 

L'APPROCCIO SISTEMICO RELAZIONALE

"Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro".
Invece di concentrarsi esclusivamente sul singolo, l'approccio Sistemico Relazionale considera l'individuo all'interno del suo contesto relazionale, ovvero nel sistema di relazioni significative in cui vive, come la famiglia o la coppia. Il disagio psicologico è visto come la manifestazione di un disequilibrio nel sistema relazionale di riferimento, e viene quindi affrontato indagando le dinamiche e le interazioni del sistema, con l'obiettivo di trovare nuove modalità di relazione più sane ed efficaci, portando a un cambiamento positivo per tutti i suoi membri. 

L'APPROCCIO COGNITIVO COMPORTAMENTALE

"Se il nostro pensiero è ostacolato da significati simbolici distorti, ragionamenti illogici e interpretazioni erronee, diventiamo davvero ciechi e sordi".

L’approccio Cognitivo Comportamentale si concentra principalmente sulle difficoltà del presente e sulle risorse della persona. L’attenzione è rivolta al modo in cui interpretiamo la realtà e all’influenza che i nostri pensieri esercitano sulle emozioni e sui comportamenti. Secondo questa prospettiva teorica, infatti, non sono gli eventi in sé a determinare come ci sentiamo e come reagiamo, ma il modo in cui li percepiamo e li interpretiamo. Questa modalità soggettiva, con la ripetizione, tende a diventare automatica, sfuggendo alla consapevolezza e trasformandosi in un atteggiamento abituale, sostenuto da convinzioni profonde e radicate. L’intervento Cognitivo Comportamentale ha quindi l’obiettivo di riconoscere e ridefinire i pensieri che alimentano la sofferenza, per poi modificarli. Attraverso un processo di ristrutturazione cognitiva, la persona viene guidata a sviluppare modalità alternative, più funzionali e flessibili, per affrontare le situazioni problematiche.

 

L'APPROCCIO PSICANALITICO LACANIANO

“La parola è quella dimensione attraverso la quale i desiderio del soggetto viene autenticamente integrato sul piano simbolico. Solamente quando viene nominato davanti all’altro, il desiderio, viene riconosciuto nel senso pieno del termine.” 
La psicoterapia a orientamento psicoanalitico lacaniano nasce dall’insegnamento di Jacques Lacan e dalla sua rilettura di Freud. Questo approccio considera la persona non come pienamente padrona di sé, ma attraversata da una dimensione inconscia che orienta scelte, legami e ripetizioni, spesso oltre la volontà e la comprensione razionale. I sintomi, le difficoltà relazionali e i vissuti di sofferenza non sono visti come semplici problemi da eliminare, ma come segnali di qualcosa che chiede ascolto. Il lavoro terapeutico offre uno spazio in cui ciò che non trova parola può essere detto, permettendo nuove letture della propria storia e nuove possibilità di posizione soggettiva. Lo strumento centrale è la parola di chi chiede la cura e la relazione che si costruisce nel setting. L’attenzione non è rivolta solo a ciò che accade nel presente, ma al filo che lega il presente alla storia di ciascuno. Si apre così uno spazio per interrogare il senso della sofferenza, trovando un modo più vitale e personale di abitare la propria esistenza.
Le ricerche mostrano che non esiste un approccio intrinsecamente più efficace di un altro: ciò che rende davvero terapeutico un percorso è la qualità della relazione d’aiuto. Più che il metodo in sé, conta l’affinità che senti con lo stile e le modalità del tuo terapeuta.

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via Lario 30, Milano

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